La nuvola e il vento

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Classe 1a B

Scuola Media “S. Quasimodo”   Catania

La nuvola e il vento


dall’attività di Laboratorio Scientifico  2008/2009

 

Mi sentivo una goccia contenta che cadeva dolcemente a terra come tutte le altre.

Ma cosa succede? Il sole ci asciuga e noi, povere gocce siamo andate perdute!

Ma ragazzi, noi non siamo solo gocce, siamo molto di più!

                                                                                   Desirèe Auteri

 

Io ero vento

che spezzava le nuvole

con quei pezzi costruivo il mio rifugio.

                                                                

                                             Cristian Saitta

 

 Io nuvola

aspettavo ogni giorno

che arrivasse il vento per modellarmi.

Mi piaceva cambiare forma.

                                                            

                                          Fabio Pappalardo

 

 

 Tante nuvole si sfrangiavano

e si riunivano.

Io filo d’erba

danzavo con il vento.

                                           Stefania Zinna

 

 

 Farfalle con le loro ali

modellavano le gocce d’acqua

la portavano nel cielo

e riempivano le nuvole.

                                           Gabriele Grillo

 

 

Mi sentivo leggera e dolce

spingevo la nuvola piano piano 

per farla contenta e darle profumo.

Gocce cadevano dal cielo

la terra le assorbiva con serenità.

 

                                  Alessandra Rapisarda

 

 

 Ero una nuvola.

Spinto dal vento

incominciavo a dilatarmi

ma un guardiano mi catturò

mi mise dentro un sacco

il sacco era di paglia

era ruvido

la pelle incominciò a frizzare

con le unghie lo strappai

mi liberai.

                                          Gabriele Grillo

 

 

Arrivavano gocce d’acqua

io davo loro la forma

erano flessibili

mi trasmettevano gioia.

Io nuvola le mandavo nei laghi

nei fiumi nei mari.

Il sole le rapì e le tenne con sé.

 

                               Alessandra Rapisarda

 

 

Lampi si muovevano

come pennelli colorati

ho messo la mano in mezzo

e sono diventata un sole luminoso.

                                               

                                            Marilena Ullo

 

 

Quando ero vento

facevo della mia nuvola ciò che volevo

la spingevo, ci giocavo, mi divertivo.

 

                                         Paolo Torretta

 

Io ero nuvola

lui era vento che mi spingeva

io scendevo da un arcobaleno.  

                                       

                                            Valeria Sabester

 

 

Vedevo una pioggia di rocce

scagliarsi nello spazio

alcune lasciavano una scia colorata.

Si fermavano contro un muro invisibile

e si frantumavano.

                                 

                                        Fabio Pappalardo

 

 

Era un pianeta infuocato

noi con le mani lo abbiamo toccato.

Stelle colorate volavano su e giù

arcobaleni, ombrelli, palette volavano

un mare azzurro, un sole la spiaggia

tutto volava.

Nel mezzo un castello di sabbia

era immobile

dalle sue torri  sfrecciavano fulmini

fino a toccare il cielo.


                                        Elvira Pappalardo

 

 

Sotto il mantello del drago

c’erano delle nuvole

che cercavano di liberarsi sfilacciandosi.

Una di quelle nuvole ero io.

 

                               Alessandro Ferruggia

 

 

Muovevamo il nostro corpo in modo diverso.

In quel momento eravamo nuvole

andavamo verso il mare

con un vento leggero leggero.

Gocce si tuffavano nel mare

il sole le portava dolcemente via.

 

                                               Noemi Glescic

 


Fabbricavamo la pioggia.

C’erano molti ingranaggi

molti movimenti

io produceva l’acqua

gli altri la modellavano.

                                         Cristian Saitta

 

 

Chiuso dentro una sfera di cristallo

un ragno lasciava nell’aria fili colorati.

Io poggiai la mano

e tutti i fili mi vennero incontro

la mia mano diventò una nuvola bianca.

                                          

                                        Gabriele Consoli

 

 Una nuvola veniva spinta dal vento

ma con delicatezza

poi fu la nuvola a spingere il vento

si misero a giocare

come bambini che si divertono

                                       

                                           Marilena Ullo

 

Tanti arcobaleni danzavano 

si raccontavano fiabe

poi come  fulmini si univano

e cadevano sulla terra

lì si formavano prati  di margherite.

                                   

                                         Paolo Torretta


 
 

Il vento faceva danzare le nuvole

con grazia e delicatezza.

Il vento si poggiava su tutto il mio corpo

e mi faceva sentire foglia

dispersa nell’aria.

                                        Gabriele Piana

 

 

Ho immaginato di essere una foglia

spostata da un vento leggero

poi ero la ragazza che toccava quella foglia.

   

                                      Stefania Zinna

 

 

Farfalle appena nate

si erano sparse per il cielo

e si rinfrescavano le ali.

Io ero una goccia

che scendeva lentamente

dal cielo della primavera.

Le farfalle avevano sete

io piccola goccia

andavo dritta da loro

per farle bere.

                                  

                              Sonia Ullo

 

 

Tante gocce cadevano lentamente nella terra

le gocce erano grandi e rotonde

la terra si agitò

e salì  piano piano verso l’alto

per vedere il tramonto.

                                          Vanessa Maiuri

 

 

Farfalle danzavano sul vento.

Io ero nuvola

quando il vento arrivava su di me

mi muovevo leggera

profumata.

                                     Elvira Pappalardo

 

 

Sembrava magia

pennelli colorati

con un tocco leggero

dipingevano un cielo stellato.

Erano vento che scompigliava i miei capelli

                                                Stefania Zinna

 

Ero vento

dipingevo una nuvola di colore azzurro

era grande e leggera

l’accarezzavo da tutte le parti.


                                              Salvo Nicolosi


 

 

Una barriera di mattoni

teneva chiuse le nuvole.

Io guardiano grande e forzuto

tenevo incatenato il cancello

le nuvole grosse e pesanti spingevano.

Quando venne il tempo della pioggia

ruppi le catene.


                                       Fabio Pappalardo

 

Ragazzini molto contenti, prendevano l’acqua e la mettevano in un vaso che era stato sepolto per tanti anni sotto la terra di un giardino.
Toglievano la terra e la sabbia e lasciavano le cose più preziose: i colori.

I colori prima calmi e fermi si accendevano e cominciavano a disegnare stelle fiumi e montagne.

                                         

                                                                                               Salvo Nicolosi